Se fai seriamente, usa il pc
Le app per il fotoritocco a volte sono una vera e propria manna dal cielo. Due minuti con le dita sapienti sullo schermo ed è fatta. Hai sistemato il contenuto che dovevi assolutamente pubblicare in breve tempo. Ne esistono di strabilianti, alcune possono seriamente essere un valore aggiunto da tenere sempre sullo smartphone. Inutile sottolineare che se si vuole parlare di editing fotografico professionale o di alto livello bisogna sedersi davanti ad un pc ( che possa preferibilmente offrire prestazioni grafiche adeguate) ed aprire il software di riferimento (NB: e saperlo usare!), Ps o altro che sia. 
Però si parlava di app
Editor di foto gratuiti, portatili, che soddisfino le necessità di un pubblico che include i novellini e i professionisti delle immagini. Entrambe le categorie possono trovarsi in giro in assenza del proprio pc, no?
importare –> modificare –> condividere, ormai il protocollo è questo e la sfida si gioca sulla qualità e sull’immediatezza. Numerose volte mi è capitato di dover intervenire su delle immagini per regolare i toni, per ritagliare, per raddrizzare, per aggiungere dei testi o dei filtri e donare un’atmosfera non ottenuta con lo scatto. Numerosissime volte mi è successo di doverlo fare per strada, al volo, sullo smartphone. Magari dopo aver ricevuto l’immagine in questione tramite mail. Se ti occupi di Web Content è inevitabile.
Quali sono le due migliori app per il fotoritocco?
Non vi svelerò un segreto innominabile. Diciamo che la mia opinione è condivisa da un milioncino di persone. E parlo solo di quelle che hanno l’abitudine di lasciare recensioni sul Play Store. Se dovessi scegliere solo due app per il fotoritocco non avrei dubbi: Pixlr e Snapseed. Ne esistono centinaia, ma la mia esperienza mi ha portato ad apprezzare la duttilità di queste due (i link nei titoli di seguito).

Autodesk Pixlr
Ok, magari evitiamo di commentare il soggetto della foto qui sotto. Dati importanti: scattata con lo smartphone e editata con l’app Pixlr. Ho utilizzato, con risultati mediocri (dovuti soprattutto alla fretta e alla mia incapacità) una delle numerose utilità dell’app: la doppia esposizione tanto amata ultimamente (avete presente i titoli iniziali della serie TV True Detective? Così andiamo OT, però…) da chi apprezza il fotoritocco.

Insomma, volevo mostrare un risultato pratico. E mi fermo qui coi miei contributi fotografici. Non si ferma qui l’app però: effetti, sovrapposizioni, filtri, collage, layers, stilizzazione, rimozione occhi rossi e macchie, sbiancamento denti, diffusione colore (avete presente quelle foto in cui è visibile un solo colore di tutta la gamma, mentre il resto è b&n?), opzioni di condivisione e aggiornamenti frequenti. Non dico più niente. Tranne questo: Autodesk. Autodesk = grafica, design, progettazione 3d. Se avete amici architetti sapete cosa è AutoCAD. Magari conoscete Revit o 3Ds Max. Insomma, ci siamo capiti. Non voglio dire per forza che sia la migliore, ma concedetemi di dire che è una delle più complete, serie e immediate.
Snapseed
Un’app per il fotoritocco coi controcaxxi, sviluppata da un top developer (Google, mai sentito?), che vanta decine di milioni di installazioni. Sono uno di quelli che regala a Google pure le chiavi di casa, perché mi piace l’integrazione delle app della casa madre con il motore di ricerca, con Google Now, con il fatto che le mie cose si ricordano quando devo fare gli auguri a qualcuno.
Questa era solo una sviolinata a Google.
L’app in questione in realtà secondo me si equivale con quella che ho descritto prima, anzi a me piace di più l’altra, per funzionalità. Il punto è proprio questo: l’usabilità delle due app è particolarmente differente. L’approccio alle modifiche è differente. Il modo in cui usare le dita sullo schermo è differente. E mi rendo conto che a qualcuno può piacere di più uno, altri possono preferire l’altro metodo. In quanto a filtri e funzioni si può essere soddisfatti anche in questo caso. L’app di Google integra un ampia galleria di filtri di stile e una di funzioni di regolazione. Per entrambi gli elementi siamo davanti a qualcosa di più immediatamente personalizzabile rispetto a Pixlr, in quanto si può intervenire più agevolmente sui vari livelli di regolazione, riferendomi con questo soprattutto ai filtri. La regolazione è sempre precisa, basta però adeguarsi al metodo che prevede lo scorrimento del dito sullo smartphone. Muovendosi su e giù si sceglie il campo, andando verso destra o verso sinistra si bilanciano i valori. Io ci ho messo un po’ ad abituarmi. E voi?
Cosa ascoltavo mentre scrivevo? Lust for life – Iggy Pop
