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Audience development e gaming al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: Father & Son

Non sono mai stato uno che si incolla allo schermo per trascorrere le ore a giocare ai videogame. Sono incostante. Silent Hill, God of War e pochissimi altri i titoli completati dal sottoscritto. Molto meglio gli sport, la partita inizia e finisce presto. Le tappe, sarà quello che mi facilita la questione. O forse è l’ansia di morire. Nei videogame si muore sempre e la cosa peggiore è dover cominciare una sfida da capo, sapendo che da qualche parte c’è un’opzione che ti permette di cambiare la difficoltà del gioco. Il gaming che si sposa a dinamiche di marketing come l’audience development di un’istituzione culturale però potrebbe trasformarmi in un nerd vero e proprio!

Father and son è un videogame, si può installare su Android e IOS. Sviluppato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il gioco in 2D ha una narrativa trasversale. In effetti è un gioco narrativo che attraversa diverse epoche storiche, disegnato con una grafica elegante e costruito con un meccanismo adatto a tutte le età.

Un viaggio tra la Napoli contemporanea, la Pompeii del 79 d.C. e l’antico Egitto. A piedi, in Vespa, nei panni e nell’anima di Michael e i suoi alter ego sparsi nel tempo. Passato e presente si fondono per affermare l’identità di una cultura e l’importanza di una collezione forse non è abbastanza conosciuta in tutto il mondo.

La storia è affascinante e semplice al contempo. Michael è un ragazzo che riceve una lettera del defunto padre archeologo. Un’assenza che si palesa in ritardo ma agisce come una catarsi che lo porterà a esplorare Napoli, il Museo e le sue collezioni.

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Le grafiche dipinte a mano dall’artista inglese Sean Wenham (autore anche di The End Of The World) sono spettacolari, basti pensare che ha ricostruito oltre agli ambienti del museo anche diversi chilometri di strade partenopee. La colonna sonora è originale. Il Museo, che nel 2016 ha avuto un aumento delle visite pari al 20%, si è messo in gioco. E ha vinto una partita, per quanto mi riguarda.

Il Museo e la sua collezione si insinuano nelle trame del gioco senza pretesto, in maniera naturale e viene spontaneo puntare il dito sulle opere per saperne di più, mentre si cerca di immaginare come si svilupperà la storia, tra un salto temporale e uno stile domande e risposte à la Monkey Island, per intenderci.

Alcune risorse dell’avventura grafica, non indispensabili per completarlo (il guardaroba per il cambio abito ad esempio) sono disponibili solo se si fa l’accesso al Museo dal vivo.

E il gioco è gratuito. Non perdete l’occasione di regalarvi un’ora di vero svago senza sentirvi in colpa.

Una visibilità diversa per le risorse culturali

Ho sempre apprezzato gli approcci alternativi al marketing di più ampio respiro. Come il viral alternate reality games marketing, di cui ho parlato in passato. L’utilizzo del gaming abbinato al concetto di divulgazione scientifica e culturale, come incentivo per accorciare le distanze con i cittadini funziona. Questo progetto ne è la dimostrazione.

L’audience development non è una disciplina esatta. Il processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione può passare attraverso molte competenze e diversi interventi.

Partecipazione culturale, cittadinanza attiva, questi i termini che fanno rima con un concetto che pesca, se vuole funzionare, tanto dal marketing quanto dalla comunicazione e dalla sociologia. Sembra una passeggiata, eh?

Qui si tratta di attrarre nuovo pubblico. A noi marketer piace tanto parlare di target e in questo caso il parallelo è semplice: come pescare nell’audience accattivando e attraendo un pubblico altro rispetto a quello già fidelizzato? Cambiare linguaggio è il primo passo se si vuole comunicare con un destinatario completamente sordo fino a ieri. Non basta cercare nuovi segmenti di pubblico a cui pubblicizzare la foto dell’Ercole Farnese.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha investito su una modalità sperimentale di approccio all’audience development. Una nuova possibilità, easy e poco convenzionale per avvicinarsi a un’istituzione culturale. Lo sforzo di aumentare la capacità di attrarre e coinvolgere diversi pubblici, con uno sguardo particolare verso i giovani e i più piccoli.

Lo strumento di promozione turistica e culturale che si palesa è malleabile e io mi chiedo solo quale sarà il prossimo museo.

Altre risorse:

Il sito di Tuo Museo,l’associazione culturale che ha sviluppato il videogioco.

Il gioco, per Android e IOS

Il piano strategico del MANN fino al 2019

Ciro Bocchetti

Napoli: 5/2/1985 - Digital Marketing Specialist, Social Media Manager Laurea magistrale in Linguistica e traduzione specialistica - Inglese/Spagnolo

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