– Sai quando tu stavi cercando su internet rimedi per la tosse e hai guardato tutti quegli articoli su Facebook e hai cliccato su tutti i suggerimenti e tutte le mattine bevi acqua e limone e le ricette di giallozafferano e i video su youtube e poi guarda caso ti bombardano di pubblicità dello sciroppo per la tosse? Ecco non è un caso. Questa è una delle cose di cui mi occupo.
– Ah, fai gli sciroppi?
– No, intendo che praticamente i tuoi movimenti e le tue preferenze e i tuoi comportamenti vengono tracciati quando visiti la maggior parte dei siti per far sì che le pubblicità vengano mostrate alle persone giuste, quelle che più probabilmente potrebbero essere interessate, ecco. È un po’ come se qualcuno ti seguisse e imparasse tutti i tuoi gusti. Capito?
– Quindi pedini la gente?
– No. Semplicemente mi avvalgo degli strumenti – e sono infiniti – che la mia mente e il marketing digitale mettono a disposizione per intercettare tramite il web (che è fondamentalmente un mezzo di ricerca e di archivio di informazioni) i bisogni degli utenti. E se l’ambito di cui mi sto occupando è relativo a quelle domande, beh io cerco di offrire delle risposte utili, migliori di quelle che offrono gli altri.
– Una specie di indovino, insomma.

– Ma no mamma, io non indovino. Io so. Con qualche margine di errore dovuto alla mia pigrizia, all’imponderabilità del volere umano, all’imprecisione degli strumenti analitici, alla privacy che per fortuna è ancora parzialmente riservata. Il mio lavoro consiste nel raccogliere informazioni, nell’interagire con le community, nel creare contenuti che rispecchino offerte realistiche e che rispondono ai bisogni e gli interessi delle persone che utilizzano internet come mezzo per informarsi.
– Ma quando sei diventato così secchione? Ti sei pure fatto bocciare. Non potevi “sapere” prima?
– Non sono secchione, tutt’altro. Produrre contenuti è questione di poliedricità e passione e saperli ottimizzare per il web è semplicemente questione di studio ed esperienza. Ed io amo studiare e sapere. Il mio problema, pure a scuola, è sempre stato il bisogno di coltivare troppi interessi. Ma non usciamo fuori dal seminato. Hai capito che lavoro faccio?
– Veramente no. Ti informi, segui la gente, produci contenuti. Non era meglio imparare a produrre contenitori? Almeno mo’ tenevamo dove mettere i giocattoli di tua nipote.
– Mamma, in fondo si tratta di comunicare. Forse da questa discussione non si direbbe, ma è la mia specialità. Una comunicazione moderna, che si sviluppa tramite strumenti che fino a trent’anni fa non esistevano neanche per i comuni mortali. Su piattaforme dinamiche che nascono, si modificano, a volte muoiono e risorgono. Con metodi che si affinano e che si avvalgono dell’aiuto della tecnologia. Ma la base è sempre la stessa: parole, immagini e persone. Cose che amo, lo sai no?
– E allora perché ti fai chiamare asocialman?
– …

Mia madre avrebbe già cambiato discorso dalla metà della prima risposta!
… ma è decisamente più anziana della tua 😉
Diciamo che ho romanzato!