Come cammini? E non parlo dello stile…

Dimmi come cammini e ti dirò chi sei

Vivo a Napoli, da sempre. Come tutti gli autoctoni ben ambientati (o anche solo ambientati) ho sviluppato delle caratteristiche imprescindibili, dei tratti del carattere e del comportamento che ogni città tende a scolpire nelle persone che la abitano. Come attendi il tuo turno al pub o in fila agli uffici? Come ti comporti alla guida? Come ti proponi agli sconosciuti? Come cammini?

L’altra settimana, mi dirigevo a una delle solite riunioni bisettimanali e camminavo distrattamente con i miei auricolari nelle orecchie. Riccardo Esposito mi raggiungeva velocemente a mia insaputa, alle spalle, per farmi saltare con uno scherzo. Beh, non ci è riuscito…perché l’ho visto con la coda dell’occhio. Dopo avermi salutato, lui si è messo a riflettere sul fatto che noi napoletani abbiamo sempre gli occhi aperti e aveva dimenticato di tenerne conto. È un episodio, ma mi aiuta ad immergervi nel discorso.

come cammini, asocialman

La mia tesi sembra semplice. Prende corpo da ciò che faccio tutti i giorni, camminando: osservo. Osservo la gente, come si comporta, come si muove, cosa fa. Non siamo tutti uguali e la mia città mette a dura prova certi tratti del carattere, certe tendenze, alcuni tipi di intelligenza. Napoli, tra le altre cose, testa (praticamente) soprattutto la capacità di amalgamarsi al flusso di persone disordinate che affollano le strade troppo piccole di cui disponiamo. Tutti vanno avanti, alcuni a fatica però. Conosco persone che sfiorano la nevrosi e preferiscono non uscire di casa in certi orari, pensate un po’.

Questa pratica quotidiana come si intreccia con la teoria? Cosa rispecchia? Cosa ci può mai insegnare?

Off topic? Naa

Non sto deviando troppo. Certo, lo faccio ben volentieri (basta leggere le mie note, o chissà cos’altro in futuro spalmerò su questo blog), ma stavolta sono focalizzato su qualcosa che, anche se in un percorso laterale, cammina parallela alle nostre carriere. Alle capacità che io ritengo fondamentali per alcune di esse, almeno.

In qualità di blogger, di social media specialist, di analista di dati, di web marketer, di advertiser, di webmaster e chi più ne ha più ne metta, c’è qualcosa che ognuno di noi deve fare quotidianamente.  Parlo di interpretare i segni, saper cogliere i piccoli indizi, incrociare volontariamente e indovinare le intenzioni degli altri: i clienti, i colleghi, i datori di lavoro, gli utenti. Senza sfociare nell’impossibile bisogna quindi essere un po’ preveggenti, ma non si parla di magia qui. Almeno se speri di poter gestire qualcosa con successo, secondo il mio pensiero.

Iniziate a capire dove voglio arrivare? Credo che ognuno di noi abbia un piccolo (a volte inconscio) segreto per (pre)giudicare gli altri. Qualcuno si concentra sullo sguardo, altri sugli abiti o gli accessori (le scarpe vanno per la maggiore), molti sulla gestualità, troppi sull’aspetto fisico.

Io studio come cammini.

Il mio test per trovare il braccio destro

FICTION: ho un’azienda o curo la selezione del personale e devo decidere di assumere un paio di persone importanti a cui affidare degli affari. Una chiacchierata ci sta sempre, ovvio. E poi?

E poi tutti per strada a prendere un caffè, una sfogliatella o una pizza!

Magari ci vediamo in un hotel sul lungomare e via a piedi verso il centro: piazza del plebiscito, via Toledo, il centro storico. Io sono il capo e sai una cosa? Cammino defilato, dietro. Perché? Ovviamente, guardo come cammini. Se, nonostante le strade di Napoli, la folla tra i bambini che giocano a pallone e i passeggini, i pensionati lenti e incerti, i turisti imbambolati coi gelati in mano, il traffico e il mio passo svelto mi accorgessi che tu sei capace di superare la difficoltà di gestire contemporaneamente la chiacchierata, che hai la capacità di adattamento al flusso, la virtù di avvertire le intenzioni dei passanti nel momento giusto, di evitare gli ostacoli e assecondare gli equilibri, il tutto mantenendo la calma e la serenità…beh allora in quel caso avresti ottime chance per stare al mio fianco, ecco! 🙂

O forse era solo una scusa per la sfogliatella.

Ora conosci un altro mio segreto in più. I tuoi quali sono? Che test devo superare?


RISORSE ONLINE:

Tipi di personalità: The Myers and Briggs Foundation (lungi da me credere a fondo alle categorizzazioni)