– “Quando io ho imparato a manipolare le persone tu succhiavi ancora il latte dalle tette di tua mamma”.
– “Almeno io succhio solo le tette. Tu, come i peggiori parassiti, arrivi al midollo”.
Un continuo battibecco condito con la routine del sorriso sotto i baffi. Lo scherzo con la cattiveria dentro, come la piccola sorpresa dell’ovetto.
Il mare del non-detto, svelato a colpi di frustate sorridenti.
Stavamo in equilibrio perfetto su queste linee invisibili. Il punto è che non sapeva che io potevo tagliarle tutte, le linee. E farlo precipitare.
