…sei stato sfortunato, amico tenta ancora!
(D. Silvestri)
Amico, tenta ancora
Un paio di settimane fa ero al concerto di Daniele Silvestri. Gran bel concerto. Ho avuto modo di riascoltare le mie due canzoni preferite – Aria e Cohiba – Occhi da Orientale e pure Monetine. Per chi non conoscesse quest’ultima:
Qual è il punto?
Il punto è che la canzone gira intorno al concetto di condizionamento e dipendenza che il gioco d’azzardo crea nelle persone. Parla di soldi e fa pure un’altra cosa: il ritornello ti entra nel cervello con quella call to action vecchia come il cucco. La CTA in questione, dietro al gioco, dietro a tutti i giochi e pure dietro al Luna Park è: TENTA ANCORA.
Il rischio è minimo
la posta in gioco alta
prendi una moneta, amico
e gratta…
Credici, provaci
potresti fare tredici
se cedi il turno adesso sei pazzo
riflettici!
Il tuo destino sta girando… Ora!
…sei stato sfortunato, amico
tenta ancora!
Tenta ancora. Ritenta.
Sì, lo so: non si parla di web, non c’è il link, non si atterra su una landing page, ma pensateci. Non è un esempio perfetto di CTA nella vita “reale”?
Una call to action antica, ma funzionante (?)
Non so proprio cosa si potrebbe volere di più da una CTA. Questa è breve, in qualsiasi forma la si usi (tenta ancora, ritenta, etc.) e sintetica, chiara, invitante, unica, include un valore e spesso la si trova in luoghi/momenti strategici. E ci aggiungo: fa leva sulla psicologia del consumatore, in maniera subdola. 
Mi spiego. Innanzitutto rispondo subito alla mia stessa domanda: funziona.
Le caratteristiche elencate poco sopra sono quelle che definiscono una CTA perfetta, performante.
Tutte tranne l’ultima. Abbiamo bisogno dell’inganno? Si può far leva sull’orgoglio, sulla vanità, sui “punti deboli”, sui trend, sui vantaggi e sulle riprove sociali (grazie Riccardo per avermi passato il termine)…e sulla speranza? Il cambiamento positivo è la promessa a cui chiunque cederebbe. E c’è chi lo fa sistematicamente. Forse, semplicemente, certe cose non si dovrebbero pubblicizzare con tale impegno. Possibile che una delle formule meglio funzionanti, debba essere abbinata a un valore negativo? Non sono contro il gioco, non ci rifletterei se si parlasse di Las Vegas o di un Casino qualsiasi, lì ci si entra in giacca e cravatta…
La semantica che dice: percepire male ciò che è bene
Eppure, tenta ancora chi non molla mai. Chi è forte, ritenta. Nonostante ciò, almeno io, ormai associo a quest’espressione un’aura di significato negativa. Il mio cervello fa:
Tenta ancora – Gratta e vinci/Slot machine perdenti – sconfitta -> NEGATIVO
Di prosodia semantica ne avevo parlato qualche settimana fa nell’articolo “Le apparenze ingannano, pure online” . Il succo è che ormai nella mia testa “ritenta” è una presa per i fondelli. Il contesto che per anni ha accompagnato il verbo nel mio immaginario fa scattare l’associazione in maniera istintiva e senza volerlo percepisco male ciò che in realtà è bene.
Intendo che la mia testa potrebbe fare tranquillamente così:
Tenta ancora – progetto/obiettivo – caparbietà – nuova chance -> POSITIVO
…se non fosse che con la pubblicità ingannevole… mi hanno rovinato le parole!
A voi che parole hanno rovinato?
