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Wayback Machine – il magazzino dei ricordi

Oggi ho visitato il me stesso di tanti anni fa, con la wayback machine di archive.org, praticamente una macchina del tempo non troppo performante. Quanto basta per sbalzarti indietro di anni, però.

C’era una volta un blog

martedì, 07 dicembre 2010

Cadenze quasi annuali

Avere un blog è come avere a disposizione tanti album fotografici, di quelli che si aprono un paio di volte l’anno, anche meno. Almeno io il mio blog lo sto trattando così. E ne risulta una cosa evidente: hai a disposizione tanti ritratti del tuo essere, tante immagini della tua vita, tanti ricordi che avresti voluto lasciar andare, o che avresti voluto tenere.
E se le forze mancano e la vita vera si fa fuggire tanto fa cagare a volte, scrivere non è tolto a nessuno (almeno ai giorni nostri) e io scrivo…..


Non ho voglia di parlare di qualcosa in particolare, potrei parlare di me, ma scriverei cose facilmente contestabili, perchè io non so chi sono. E in pochi lo sanno, pochi ci arriveranno in vita. Non che io non sia felice così, semplicemente a quelle persone che vogliono certezze e risposte, o le vorrebbero da me, o credono di averle, beh, io rispondo questo.


Io non credo nelle leggi, non credo nelle religioni dogmatiche, non credo nelle guerre, non credo nell’etica e nella morale, non credo nei limiti, non credo nelle regole, non credo nella giustizia (di qualunque natura sia), non credo nella scaramanzia, non credo nelle verità che circolano, non credo alla tv e credo a poche persone, non credo nel sì e non credo nel no. Noi non sappiamo nulla e ci permettiamo come ci siamo sempre permessi di decidere e negare le realtà.


…Ora come al solito, farò un passo indietro nel tempo per sfogliare quest’album virtuale e scoprire qualcosa di me, peccato che sia nel passato

 

Questo ero io alle 00:28 del 7 dicembre 2010. A quanto pare l’ultima traccia recuperabile del mio vecchio blog “Il popolo degli ignavi”.

È giusto così. In effetti la mia vita stava per finire e ricominciare, come probabilmente rifarà in futuro e ha già rifatto anche dopo quella data. Il destino ha quindi deciso, tramite un percorso imponderabile, di ripropormi questo post per ricordarmi la vita che ho attraversato?

No, è stato il crawler dalla Wayback Machine di archive.org a fotografare il mio spaesamento su Splinder un numero di volte ben preciso: 11, in 6 anni. Probabilmente ad capocchiam.

wayback machine,archive.org, asocialman

Tutto ciò è estremamente emozionale! Anzi, romantico! Qualcosa di me è quasi completamente perduto e come una sorta di bottiglia contenente solo qualche foglio, ecco che arriva ciò che ne rimane: una traccia, un ricordo, un’ombra. So che associare il romanticismo a dei dati informatizzati stride come il viso di Marion Cotillard abbinato al corpo di Platinette (non ho fatto il fotomontaggio solo per decenza), ma a me ha fatto un certo effetto la prima volta. Soprattutto quando il mio me del 14 gennaio del 2007 mi ha ricordato la mia determinazione:

Aspetto l’impietosa vendetta della natura…sarò felice di svanire per mano sua.

Archive.org e wayback machine: ma che è?

484 miliardi di pagine conservate nel web. Più esattamente, fotografie di uno o più attimi in particolare della storia di un sito. Internet Archive conserva video, foto, software, audio e testi. Si autodefinisce una biblioteca digitale online non-profit. In realtà Internet Archive è anche un’organizzazione attivista, ufficialmente riconosciuta negli USA che combatte per un web aperto e libero.

wayback machine,asocialman

Wayback Machine è uno dei progetti dell’organizzazione, nata nel 1996 – anno in cui ha anche cominciato ad archiviare il Web – ed è quello che nel 2001 ha permesso di mettere a disposizione degli utenti tutti i dati raccolti da Internet Archive (ormai da 20 anni a questa parte). L’enorme archivio web ha una copia nei server della biblioteca egiziana d’Alessandria ed esiste perché il fondatore, Brewster Kahle, è anche fondatore di una compagnia di servizi di web crawling, la Alexa Internet. O magari l’archivio era il fine. Insomma, massimo rispetto per chi al giorno d’oggi è arrivato a conservare 20 petabytes di dati con il solo scopo dichiarato di preservare la memoria storica del web.

E questo è? La romanticheria e basta?

Premetto che oltre al progetto Wayback Machine esistono i progetti Open Library (schede catalografiche e libri in formato digitale interamente accessibili e da scaricare), Archive-It (un servizio che permette a individui e istituzioni conservare collezioni di materiale digitale), NASA Images (gli archivi delle immagini dell’agenzia spaziale), Raccolta di risorse multimediali (immagini, audio, film e testi).

Ma torniamo alla romanticheria di cui sopra, che io trovo il progetto più intrigante, da apprezzare con uno spirito quasi revisionista/storiografico/filologico. Il database dei ricordi del web permette di:

  • recuperare pagine o siti perduti, ovviamente
  • ricercare indizi, dati o prove andati ormai cancellati
  • studiare l’evoluzione dei siti Web (non tutti sono scaruffi.com)
  • recuperare testi, parole, frasi

Esatto sono ricaduto nel romanticismo. La frivolezza del dato, l’evanescenza della nostra presenza (anche online) affascinano la mia sensibilità di uomo occidentale.

Vi saluta il mio me stesso del 2009, con una trascrizione fonetica speciale: ‘kre:do ke la veri’ta ssja ke nom ‘po:sso ‘fa:re a m’me:no del two a’mo:re

Ciro Bocchetti

Mi chiamo Ciro Bocchetti e sono nato a Napoli il 5/2/1985. Ha conseguito la laurea magistrale in Linguistica e traduzione specialistica (Inglese/Spagnolo) nel 2013. Digital Marketing Specialist e Social Media Manager, ho una lunga esperienza pluriennale focalizzata in ambito odontoiatrico. Sono collaboratore fisso di Zerodonto e dello Studio Dentistico Cozzolino dal 2014. Nel frattempo mi sono dedicato anche alla traduzione (come freelance), al mio blog asocialman.com, a progetti esterni paralleli: consulenze in ambito advertising e social media management. Nel 2018 ho lavorato come strategist e copywriter per WASITA, agenzia web con sede a Roma e Milano. Dal 2019 sono amministratore unico di Zerodonto Srl e Dentalnecto Srl. Per queste due realtà ho un incarico dirigenziale e mi occupo anche di tutto ciò che riguarda l'aspetto della comunicazione digitale.

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