Chi sono i moonlighters – Io sono un moonlighter

Alla continua ricerca di un’etichetta adatta per sentirci parte di un qualcosa di riconosciuto, spesso ci spieghiamo. Oggi mi trovo qui a descrivere un altro aspetto della mia vita lavorativa, quello da moonlighter. Non è voglia di protagonismo, né bisogno di inquadrarsi. È proprio intento didattico! Diffusione di consapevolezza, insomma. Il mondo cambia a 100 all’ora e credimi, nessuno riesce a stare dietro a tutto.

Il bisogno di comunicarsi

Per fare un esempio, quando mi capita di parlare di profondità di campo e effetto bokeh, rumore con ISO a 3200 e cose simili, accetto di buon grado lo sguardo perplesso di chi mi circonda e non se ne frega una benamata della fotografia. Quando però storcono la bocca se parliamo di ads, CPC, KPI, personal branding, DEM o cose simili, allora ci fa strano.

Questo capita perché siamo immersi in questo mondo dalla mattina alla sera, ma ci stanno dietro in pochi. Per rendersene conto basta avere a che fare con i clienti e la gente fuori dal webAffacciato sul mondo analogico, tra negozianti, mamme, professori e gente comune appare subito chiaro come le dinamiche del web marketing e della comunicazione professionale non siano appannaggio di tutti.

Tutt’altro.

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Noi, marketers, bloggers, manager social, curatori di immagine e pubblicitari di vario livello invece siamo anche (soprattutto) comunicatori, il nostro è un lavoro oltre che una passione e apparire come protagonisti di “Big Bang Theory” non fa per noi. Non siamo nerds, purtroppo o per fortuna. E se non hai studiato ingegneria informatica o astrofisica, più appari nerd e più c’è qualcosa che non va. Soprattutto quando dovresti occuparti di comunicare bene.

Insomma, fatti capire.

Leggi anche:  Come comunicare efficacemente con tutti? Impara da Berlusconi

Cosa fa un moonlighter

Dopo questo spiegone/chiosa fuori luogo torno al motivo per cui è cominciato questo post, altrimenti sono io che non mi faccio capire:

To work at another job, often at night, in addition to one’s full-time job

Ecco, questa è la definizione di moonlighter. Uno di quei casi in cui l’anglicismo fa bene il suo lavoro.E la realtà dei moonlighters ovviamente si estende a tutti gli ambiti lavorativi. Cerco di renderla più estesa. Chi è il moonlighter:

Il moonlighter è un professionista che lavora da freelance, spesso nottetempo, pur avendo un lavoro fisso. Il più delle volte dedicandosi a più progetti contemporaneamente. Il tutto per crescere professionalmente, accumulare esperienze e skills e ottenere guadagno extra.

E per masochismo.

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Scherzi a parte, questo post nasce per rincuorare chi, pur essendo impegnato con un lavoro a tempo pieno, ha sete o bisogno di affrontare anche nuove sfide. Si può fare. A patto di organizzarsi bene. E sempre che ti facciano piacere quei bonifici extra sul conto. 

Io non sono legato ai soldi, però ad ognuno di quei bonifici extra do un nome e poi sono una giustificazione fantastica per ordinare senza pietà sugli shop online.

Gestione del tempo

Appurato che il moonlighter non è un lupo mannaro, né un nottambulo, mi preme anche sottolineare che per quanto mi riguarda tendo a non lavorare mai oltre la mezzanotte. Allo stesso modo ho una vita sociale attiva, vado al cineforum, leggo, curo il mio blog, ho una fidanzata, etc. E quindi sono mago Merlino.

No, non sono mago Merlino. Però so far quadrare le mie ore. Ne ho parlato anche qui e qui.

Il time management diventa il tuo alleato numero uno se sei un moonlighter. Sempre che tu voglia continuare a vivere, vedere gli amici per una birra o salutare la mamma ogni tanto. 

Il mio segreto è uno solo: il calendario. L’agenda, il Calendar di Google, il diario, le note sullo schermo. Insomma, chiamalo come ti pare. Bisogna organizzare le idee e i progetti e per farlo serve scrivere, preferibilmente in forma schematica. Perciò le agende e i calendari hanno quelle righe e quelle colonne tutte carine diritte, capi’?

Il secondo elemento imprescindibile è banale quanto il primo e forse anche più importante. Rispetta ciò che hai scritto! Pianificare senza agire è un po’ come dire “armiamoci e andate”, solo che qui non hai neanche qualcuno che lo faccia al posto tuo. O meglio, c’è qualcuno. Qualcuno che lavorerà al tuo posto se non rispetti le deadline!

In una parola: disciplina! Che poi è quello per cui tanti colleghi freelance puri e duri non si sentono poi così free…e invece, il dipendere solo da sé stessi in quanto a tempi, impegni, appuntamenti, vacanze è un vantaggio da non sottovalutare.

Sempre che sia un vantaggio che sai usare. Lo sai usare?

La disciplina è semplicemente la conseguenza dell’equilibrio ritrovato con il tuo lavoro.